L'Acido Perfluoroottanoico (PFOA) è un composto perfluorurato sintetico appartenente alla famiglia dei PFAS (Sostanze Per- e Polifluoroalchiliche). È stato ampiamente utilizzato per rivestimenti antiaderenti, tessuti impermeabili e processi industriali fino a quando non è stato vietato o limitato in molti paesi a causa della sua persistenza ambientale, bioaccumulabilità e tossicità. Il PFOA è stato classificato come cancerogeno per l’uomo (Gruppo 1 IARC, 2020), rendendolo una delle sostanze chimiche più pericolose della sua categoria.
1. Struttura chimica e proprietà
Il PFOA è caratterizzato da una catena perfluorurata di otto atomi di carbonio (C8) con un gruppo carbossilico (-COOH). Questa struttura conferisce:
- Alta resistenza chimica e termica → non si degrada facilmente.
- Idrofobicità e lipofobicità → respinge acqua, grassi e oli.
- Elevata tensione superficiale → proprietà tensioattive utilizzate in molti processi industriali.
A causa di queste proprietà, il PFOA è estremamente persistente e si accumula nell'ambiente e negli organismi viventi.
2. Usi industriali e di consumo
Prima della sua regolamentazione, il PFOA era utilizzato in numerose applicazioni, tra cui:
a. Produzione di Teflon e rivestimenti antiaderenti
- Utilizzato per produrre PTFE (Politetrafluoroetilene, noto come Teflon), impiegato in pentole, padelle e utensili da cucina antiaderenti.
- Presente in rivestimenti per cavi, valvole e guarnizioni industriali.
b. Tessuti impermeabili e resistenti alle macchie
- Trattamenti per abbigliamento tecnico, scarpe, tende e tappezzeria.
- Impiegato in tessuti per mobili e tappeti per renderli antimacchia.
c. Imballaggi alimentari
- Utilizzato in carta anti-grasso per alimenti da fast food, sacchetti per popcorn da microonde e involucri resistenti all’olio.
d. Schiume antincendio
- Ingrediente chiave nelle schiume AFFF (Aqueous Film-Forming Foam) per spegnere incendi di idrocarburi (basi militari, aeroporti).
- Uno dei principali responsabili della contaminazione delle falde acquifere.
e. Industria e elettronica
- Utilizzato in semiconduttori, circuiti stampati e rivestimenti industriali.
- Impiegato per ridurre la tensione superficiale nei processi di placcatura dei metalli.
3. Impatti ambientali e sanitari
a. Persistenza e bioaccumulo
Il PFOA è considerato una sostanza chimica eterna ("forever chemical") perché non si degrada naturalmente. È stato rilevato in:
- Acqua potabile e falde acquifere, specialmente vicino a impianti industriali e basi militari.
- Suolo e sedimenti → persiste per decenni.
- Organismi marini, pesci, mammiferi e uccelli, accumulandosi nella catena alimentare.
- Sangue umano e tessuti corporei, con un’emivita media di 3-5 anni.
b. Effetti sulla salute da esposizione al PFOA
Numerosi studi epidemiologici hanno collegato l'esposizione al PFOA a gravi effetti sulla salute, tra cui:
1. Cancro
- Aumento del rischio di tumori ai reni e ai testicoli.
- Possibile correlazione con il cancro alla prostata, pancreas e fegato.
- Classificato come cancerogeno umano (Gruppo 1 IARC, 2020).
2. Tossicità riproduttiva e dello sviluppo
- Ridotta fertilità sia negli uomini che nelle donne.
- Basso peso alla nascita e problemi di sviluppo fetale.
- Disturbi neurocomportamentali nei bambini esposti durante la gravidanza.
3. Disturbi metabolici
- Aumento del colesterolo LDL e rischio di malattie cardiovascolari.
- Diabete di tipo 2 e alterazioni del metabolismo lipidico.
4. Disfunzioni endocrine
- Alterazione della funzione tiroidea con possibile sviluppo di ipotiroidismo.
- Interferenza con gli ormoni steroidei e sessuali.
5. Effetti sul sistema immunitario
- Ridotta risposta ai vaccini e maggiore predisposizione a infezioni.
- Possibile legame con malattie autoimmuni.
4. Regolamentazione e divieti
A causa dei suoi effetti tossici, il PFOA è stato progressivamente vietato o limitato a livello internazionale:
- 2019 → Inserito nella Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP), portando a una progressiva eliminazione globale.
- Stati Uniti (EPA, 2023) → Limite massimo nell’acqua potabile ridotto a 4 parti per trilione (ppt).
- Unione Europea (REACH, 2020) → Divieto totale per la produzione e l’uso, con alcune eccezioni per applicazioni critiche.
- Canada, Giappone, Australia → Restrizioni severe e monitoraggio ambientale attivo.
Nonostante questi divieti, il PFOA è ancora presente nell'ambiente a causa della contaminazione storica e dell’uso di sostanze sostitutive simili.
5. Come ridurre l’esposizione al PFOA?
- Evitare pentole e utensili antiaderenti in Teflon danneggiati o surriscaldati.
- Limitare l’uso di prodotti trattati con rivestimenti impermeabili o antimacchia (tappeti, divani, abbigliamento tecnico).
- Evitare cibo confezionato in carta anti-grasso e popcorn da microonde.
- Filtrare l’acqua potabile con sistemi a carbone attivo o osmosi inversa.
- Scegliere alternative senza PFAS per cosmetici, prodotti per la casa e imballaggi alimentari.
6. Conclusione
Il PFOA è una delle sostanze chimiche più tossiche e persistenti mai prodotte, con effetti cancerogeni, immunotossici e metabolici. Sebbene sia vietato in molti paesi, la contaminazione rimane diffusa a livello globale. La regolamentazione continua e la ricerca su alternative più sicure sono fondamentali per proteggere la salute pubblica e l’ambiente.